Cambiamento e Mindset: La Scelta Di Cambiare

Written by on 13 Luglio 2021

Cambiamento e Mindset: Cambiare si può..

Cambiamento, Crescita Personale e Mindset sono sicuramente argomenti portanti degli ultimi anni. Questo accade perché, la nostra società, ci ha ormai abituato alla competizione ed i nuovi mezzi di comunicazione guidati dalla tecnologia e dai social hanno innescato un circolo vizioso di emozioni “nuove” basate sull’ ossessiva ricerca dell’accettazione e di un risultato positivo. E questo succede in ogni ambito: relazionale, lavorativo etc . Ed in base all’andamento delle situazioni, in ogni persona, si realizzano e si dipanano le due solite strade, una opposta all’altra: il successo ed il fallimento.

Ma successo e fallimento nella loro accezione più riconosciuta e diffusa, possono essere considerati come normale caratteristica di un risultato. Gli esiti appunto, di un percorso o di un processo.

Ma in quanto essere umani, siamo proprio abituati a giudicare, apprezzare, o disprezzare gli altri e spesso anche noi stessi, guardando solo il risultato e non il processo per il quale, lo stesso, si è determinato.

Oltre a questo però, per fortuna, si sta determinando tra le persone anche la volontà di crescere, di affrontare i propri limiti per superarli. Si è tornati ad essere curiosi. C’è chi se ne accorge e comincia ad interessarsi, a ragione direi, a strategie di cambiamento, di mindset o più generalmente di crescita personale e a tutti gli strumenti disponibili come: il coaching, l’ipnosi, l’autoipnosi ed altri percorsi.

Cambiamento e Mindset

E’ dunque vero che chi nasce rotondo non può morire quadrato?

Amo i proverbi popolari e le loro sfumature ironiche che i nostri dialetti spesso gli attribuiscono. Però, non sono sempre d’accordo con la loro morale e questo, è un caso specifico. L’autore, seppur ispirato da una concezione geometrica ci fa apparire il possibile come impossibile, dà un senso ed una morale che non faticherei a definire troppo “pessimistica”.

E qui che invito il lettore a prestare una particolare attenzione ai prossimi paragrafi perché nutro la speranza che, leggendo determinati argomenti, possa iniziare un viaggio introspettivo al fine di accendere la miccia, dare la giusta motivazione ed avviare il corretto iter verso un cambiamento serio e determinato, che gli possa far ottenere consapevolezza, sicurezza, ed appagamento.

Possiamo dunque avviarci verso lidi più felici e determinare successo in ogni ambito della nostra vita? Certo! Ma c’e’ un lavoro da fare. Si deve per prima cosa lavorare sulle Abitudini. Vediamo…

Un’abitudine è un insieme ridondante di pensieri, comportamenti, emozioni inconsce e automatiche acquisite per ripetizione.
E’ quando hai fatto una cosa così tante volte che il tuo corpo è in grado di farla meglio della tua mente. Ragioniamo insieme. Le persone si svegliano e cominciano a pensare ai loro problemi. Quei problemi sono circuiti di memorie. E’ il cervello che guida questa magia, e ogni memoria, è collegata a: persone; cose; tempi e luoghi. Se è vero che il cervello è il registratore del passato, le persone seguono questo principio ed iniziano la giornata già pensando al passato. Ogni ricordo porta con sé emozione, e le emozioni, sono prodotte dalle esperienze passate. Per cui, appena ci ricordiamo di un problema, a un tratto ci sentiamo tristi,  infelici, proviamo dolore. Ciò che PENSATE e ciò che PROVATE crea il vostro STATO DELL’ESSERE, e quindi nello stato dell’essere di una persona che inizia la giornata nel passato, le cose già vissute, prima o poi diventeranno un futuro prevedibile.

Se credi che i pensieri influenzino il tuo destino, ma non riesci a pensare diversamente da come ti senti, se il tuo pensiero segue solo le tue emozioni, data la definizione stessa di emozione, il tuo pensiero è focalizzato nel passato. Questo ti porterà a creare sempre la stessa vita. La gente prende in mano il cellulare, controlla Whatsapp, messaggi,,Email, Social, si fa una foto dei piedi sotto l’ombrellone a mare e la posta su Facebook, twitta, va su Instagram, legge i notiziari, e così facendo si sente connessa. Abbiamo spesso comportamenti abitudinari. Scendiamo dal letto sempre dallo stesso lato, andiamo in bagno, prendiamo il caffè , facciamo la doccia, ci vestiamo, saliamo in auto, andiamo al lavoro.

Facciamo le stesse cose, vediamo la stessa gente, premiamo sempre gli stessi pulsanti , finché diventa una routine, una specie di programma. Abbiamo perso il libero arbitrio
perché abbiamo un programma preimpostato, non a causa di una mano invisibile, una macumba o chissà quale sortilegio. Quindi, quando arriva il momento di cambiare, la ripetitività di quel ciclo è già diventato un programma inconscio, ed il lavoro non sarà per nulla facile.

Il 95% di ciò che siamo all’età di 35 anni è una registrazione di comportamenti, reazioni emotive, abitudini inconsce, atteggiamenti istintivi,credenze e percezioni che funzionano come un programma di computer. Allora una persona può dire, con il 5% della mente restante, la parte conscia: “Voglio essere sano, voglio essere felice, voglio essere libero”. Ma il corpo segue un altro programma.

Cambiamento

Come si fa a cambiare allora?

Bisogna andare oltre la mente analitica, perché ciò che separa la mente conscia da quella inconscia è proprio la mente analitica. E qui entra in gioco la meditazione, l’autoipnosi perché si può imparare a cambiare le onde cerebrali, si può imparare a rallentarle. Se si opera nel modo giusto, si può entrare nel sistema operativo e iniziare a fare cambiamenti importanti. Molte persone aspettano una crisi, un trauma o una malattia, una diagnosi, aspettano una perdita o una tragedia per decidere di cambiare.
Ma io dico: perché aspettare? Si può cambiare in uno stato di dolore e sofferenza o si può cambiare con gioia e ispirazione?

Come docente, insieme ad altri colleghi, vi invito a contattarmi qual ora tu sia un appassionato di determinate discipline. Infatti a partire da Settembre/Ottobre 2021, sotto l’egida di BrainLab e la Multidisciplinare Europea dello Stretto, si terranno sia Online che nelle nostre sedi di :

Torino, Roma, Reggio Cal. e Palermo

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 1. Ipnosi & Ipnocoaching
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Fac Simile

Alla fine di ogni percorso oltre al classico attestato di partecipazione, previa prova finale (elaborazione e discussione di una tesi) verrà consegnato un attestato con Certificazione Internazionale delle Competenze, che consentirà al neoprofessionista di lavorare da subito ed in ogni stato (come l’Italia), salvo quelli le cui discipline sopramenzionate appartengano ad Albi ed Ordini Professionali (legge 4 del 2013).

Per informazioni su date, costi ed orari puoi contattarmi sulla mia pagina Facebook o cliccando qui.

Un argomento che mi ha sempre colpito profondamente è il discorso legato al trauma. Chi ha vissuto un trauma tende a riviverlo più volte, e questo genera, una sconfitta dietro l’altra.

Perché è così difficile superare questo meccanismo? Più è forte la risposta emotiva ad una certa esperienza di vita, più è alto il quoziente emotivo di quella esperienza, e più ci si concentra su ciò che l’ha causata. Quando il cervello concentra l’attenzione sulla causa, scatta un’istantanea, e si forma un ricordo.  I ricordi a lungo termine si creano in seguito a esperienze emotivamente molto cariche. Quindi, da un punto di vista neurologico, il pensiero rimane dentro al circuito di quella esperienza e anche chimicamente si rimane confinati nelle stesse emozioni. Ho scritto un interessante articolo in merito, se lo vuoi leggere clicca qui

Quando hai una reazione emotiva verso una cosa o una persona, spesso pensi che è impossibile controllare quella reazione. In realtà, se porterai quella reazione, per ore o per giorni interi – si chiama periodo refrattario -, si genera un malumore. Quando dici a qualcuno: – come va? e ti rispondono: – ho la luna storta, mi è successa questa cosa cinque giorni fa.- Siamo di fronte ad una reazione emotiva prolungata.

Se mantieni quella reazione emotiva per settimane o mesi abbiamo un’ indole.- Perché sei così cinico?- Nove mesi fa mi è successo questo. E se la stessa reazione emotiva si protrae per anni siamo di fronte ad un tratto della personalita’.

Quindi imparare ad “ABBREVIARE” il periodo refrattario delle reazioni emotive è il punto d’inizio del lavoro.

Mindset

Ora parliamo di Mindset.

Oggi qualsiasi venditore online, marketer, o altro, durante i suoi video promo vi parla di Mindset. Che si parli di Business Online (dropshipping, trading, e-commerce, self publishing etc. etc.) o di altro, ogni imbonitore vi suggerisce la strada e si erge a guru di questo argomento, vi dice persino che bisogna avere il mindset corretto per portare fuori il cane a pisciare. Buttano due, tre concetti rubacchiati online su qualche slide e ve la paventano come farina del loro sacco, come se solo loro custodissero i segreti della mente e come farla funzionare per la vita e per il business (il loro business soprattutto).

Per questi motivi ho voluto inserire il Mindset in questo articolo

Possiamo semplicemente definire il Mindset come la nostra forma mentis o più semplicemente mentalità. E’ la modalità con la quale interpretiamo e leggiamo la realtà, situazioni, persone, etc. Mi piace definirlo “approccio alla vita”. Potete capire il nesso con quanto scritto prima.

E’ il frutto della considerazione di sé e di tutto il nostro apprendimento, della nostra cultura ed anche delle nostre emozioni.

Quando parliamo di Mindset spesso ci riferiamo all’azione, ovvero privilegiare una delle due seguenti strade: la staticità o il cambiamento.

Tra gli studiosi più importanti di questo concetto c’e’ sicuramente Carol Dweck, ricercatrice e psicologa dell’Università di Stanford che insieme al suo libro dal titolo “Mindset” (consigliatissimo) ha dato un enorme contributo sull’argomento.

In sintesi la Dweck divide il Mindset in due tipi

Il primo lo chiama Fixed Mindset

Tradotto letteralmente “mentalità fissa” tipica delle persone aventi una mentalità forse un po’ troppo chiusa e statica, scarsa propensione al cambiamento ed a modificare ed arricchire le loro conoscenze. Vivono il fallimento in maniera molto emotiva, sono estremamente paurosi dinanzi alle sfide ed alle novità. Da un punto di vista lavorativo è la persona che tende al posto fisso come meta, per la sua tranquillità non contempla minimamente di mettersi in proprio o rischiare i propri beni ed il proprio tempo per un’idea. E’ la persona che vede le critiche come giudizi e non come qualcosa di costruttivo per migliorarsi. Può anche eccellere nel campo in cui opera, ma è destinata a rimanere confinata li.

Il secondo lo chiama Growth Mindset

Tradotto letteralmente Mentalità di Crescita, tipica invece delle persone dinamiche, desiderose di sperimentare, ben organizzate ed attente ad i percorsi e non solo ai risultati finali. Questa mentalità ti fa elaborare un fallimento come un’occasione per trarne future indicazioni e non perpetuare errori. E’ la mentalità di chi si lancia in sfide continue, di chi si documenta, dei curiosi e dei creativi. Migliorarsi e cambiare diventa qualcosa di stimolante. Insomma le persone che hanno sviluppato questo tipo di mentalità saranno determinate e non si abbattono dinanzi ai problemi ma anzi, combatteranno per risolverli.

Nei prossimi giorni sarò ospite in una diretta facebook e youtube dove si parlerà di Self  Publishing, un business online orientato all’ autoproduzione di libri e manoscritti al fine di monetizzare sulle maggiori piattaforme e-commerce del settore (Amazon in primis ma anche altre). Accanto ai due imprenditori che parleranno di questa possibilità, ci sarò anche io per approfondire la tematica del cambiamento, della crescita personale e del Mindset. Troverai il link alla diretta qui:…………. appena sarà disponibile. Inserirò il link anche come commento di questo articolo direttamente sulla mia pagina facebook.

Come è possibile sviluppare una Growth Mindset?

Anche se il discorso Mindset è maggiormente utilizzato in maniera specifica per i contesti Sportivi e di Business, quindi lavorativi e finanziari, ciò non toglie una chiara connessione con quanto abbiamo detto all’inizio di questo articolo. E’ chiaro che serve un’intensa introspezione per andare a stabilire i nostri limiti e fare di tutto per superarli. Ma, seppur efficace, all’analisi della dott.sa Dweck, io preferisco partire da molto più lontano, dalla madre della mentalità, ovvero la personalità.

Sulla personalità, mi rendo conto, che si apre un mondo. Mondo che comunque, qualcuno, è riuscito ad imbrigliare con una serie di pensieri e nozioni tanto da poter stabilire: un numero di tipi di personalità; le loro virtu; le loro pulsioni. Questo lavoro si chiama Enneagramma e l’autore è il famoso Gurdjieff. Ci sarà comunque modo di parlarne negli articoli successivi.

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Francesco Agostino


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